Nel regime forfettario, il pagamento delle imposte e dei contributi prevede un meccanismo di acconti e saldi che può risultare complesso per chi si avvicina per la prima volta a questa gestione fiscale. Comprendere questo sistema è fondamentale per organizzare al meglio la propria liquidità durante l’anno.
Il primo anno di attività: nessun versamento
Chi apre una partita IVA in regime forfettario nel primo anno non è tenuto a versare né imposte né contributi. Questo vale per i professionisti iscritti alla gestione separata INPS, mentre artigiani e commercianti devono comunque versare i contributi fissi INPS sin dal primo anno di attività, suddivisi in quattro rate trimestrali.
Dal secondo anno: acconti e saldi
A partire dal secondo anno di attività, il sistema prevede il pagamento sia del saldo relativo all’anno precedente sia degli acconti per l’anno in corso. Questo significa che, nella dichiarazione dei redditi presentata a giugno, si versa il doppio rispetto a quanto maturato nell’anno precedente.
Gli acconti vengono calcolati con il metodo storico, ossia in base alle imposte e ai contributi effettivamente dovuti per l’anno precedente. Per la sostitutiva si versa il 100% in due rate (50% a giugno e 50% a novembre), mentre per i contributi INPS della gestione separata si versa l’80% sempre in due rate (40% a giugno e 40% a novembre).
Possibilità di rateizzazione
Gli importi dovuti a giugno possono essere rateizzati. Chi effettua il primo versamento entro il 30 giugno può dividere l’importo in sei rate mensili senza maggiorazioni. In alternativa, versando entro il 31 luglio con una maggiorazione dello 0,40%, è possibile rateizzare in cinque rate. Ogni rata successiva alla prima prevede interessi crescenti calcolati in base ai giorni di ritardo.
Gli acconti di novembre
La seconda rata degli acconti, da versare entro il 30 novembre, non può essere rateizzata e deve essere pagata in un’unica soluzione. Questo versamento completa il pagamento anticipato delle imposte e dei contributi per l’anno in corso.
Quando gli acconti non sono dovuti
Gli acconti non devono essere versati solo in caso di cessazione dell’attività durante l’anno. Se invece si decide di non versare gli acconti pur continuando l’attività, si incorrerà in sanzioni e questi importi non saranno considerati nel calcolo dei saldi dell’anno successivo. Esiste la possibilità di utilizzare il metodo previsionale, stimando un reddito inferiore per l’anno in corso, ma in caso di errore nella stima si applicano comunque sanzioni.
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