Se hai una partita IVA come artigiano o commerciante, devi sapere che i contributi INPS funzionano in modo diverso rispetto ai professionisti. Oltre alla gestione fiscale, dovrai affrontare il pagamento di contributi previdenziali fissi, indipendentemente dal fatturato che realizzi.
Questa guida ti aiuta a capire come funzionano questi versamenti obbligatori e quali sono le scadenze da rispettare.
Come funzionano i contributi fissi
Gli artigiani e i commercianti iscritti alla Gestione INPS devono versare contributi previdenziali composti da due parti:
Una quota fissa annuale, da pagare sempre, anche se il reddito è zero.
Una quota variabile, calcolata solo se il reddito imponibile supera una certa soglia.
Per il 2024, gli importi fissi sono:
• Artigiani: 4.427,04 euro all’anno
• Commercianti: 4.515,43 euro all’anno
Questi importi coprono un reddito imponibile fino a 18.415 euro. Se guadagni di più, dovrai versare anche la parte variabile, calcolata come percentuale sul reddito eccedente.
Quando si pagano i contributi fissi
I contributi fissi vanno versati in quattro rate uguali, con queste scadenze:
• 16 maggio
• 20 agosto
• 16 novembre
• 16 febbraio dell’anno successivo
Anche se apri la partita IVA a metà anno, dovrai comunque iniziare a pagare i contributi fissi dal primo trimestre utile. L’importo sarà proporzionato ai mesi di attività effettiva.
La riduzione del 35% sui contributi
Se sei in regime forfettario, puoi richiedere una riduzione del 35% sui contributi INPS. Questo vantaggio si applica sia sulla quota fissa che su quella variabile.
Con la riduzione, gli importi annuali scendono a:
• Artigiani: 2.877,58 euro
• Commercianti: 2.935,03 euro
Attenzione: la riduzione può essere richiesta una sola volta nella vita lavorativa. Se cambi regime o chiudi la partita IVA, non potrai più beneficiarne in futuro.
Cosa succede se non paghi
I contributi fissi sono obbligatori e vanno versati anche se non hai emesso fatture o non hai avuto incassi durante l’anno.
Se salti un pagamento, l’INPS non ti permette di regolarizzare autonomamente con ravvedimento. Sarà l’Istituto stesso a inviarti una richiesta di pagamento l’anno successivo, con sanzioni e interessi.
In caso di mancato pagamento prolungato, la tua posizione verrà iscritta a ruolo e potrai ricevere cartelle esattoriali.
Esenzione per alcune attività
Alcune categorie non sono soggette al pagamento dei contributi fissi, ma versano solo contributi percentuali sul reddito effettivo. Tra queste ci sono:
• Gestori di affitti brevi
• Proprietari di B&B
• Produttori del terzo e quarto gruppo assicurativo
Se rientri in una di queste categorie, pagherai solo il 24,48% sul reddito imponibile, senza alcuna quota fissa trimestrale.
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Comprendiamo che la gestione dei contributi e degli adempimenti fiscali può sembrare complessa, soprattutto quando si è alle prime armi. Il nostro team è qui per aiutarti a fare chiarezza e a rispettare tutte le scadenze senza stress.
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