Contributi INPS fissi nel regime forfettario: quanto pagano artigiani e commercianti

Se hai aperto o stai per aprire una partita IVA come artigiano o commerciante, devi sapere che i contributi previdenziali funzionano in modo diverso rispetto ai professionisti. A differenza di chi è iscritto alla gestione separata INPS, artigiani e commercianti devono versare dei contributi fissi obbligatori, indipendentemente dal fatturato effettivo.

Questa caratteristica rappresenta una voce di costo importante, soprattutto nel primo anno di attività. Comprendere come funzionano questi versamenti ti permette di pianificare meglio le tue spese e evitare sorprese.

Quanto sono i contributi INPS fissi

Gli importi annuali sono stabiliti dall’INPS e variano leggermente tra le due categorie:

Per gli artigiani, i contributi fissi ammontano a 4.427,04 euro all’anno.

Per i commercianti, l’importo sale leggermente a 4.515,43 euro all’anno.

Questi contributi coprono la tua posizione previdenziale fino a un reddito imponibile di 18.415 euro. Se il tuo reddito supera questa soglia, dovrai versare ulteriori contributi calcolati in percentuale sulla parte eccedente.

Quando si pagano i contributi fissi

I contributi INPS fissi non si pagano in un’unica soluzione. L’importo annuale viene suddiviso in quattro rate trimestrali con scadenze precise:

16 maggio – prima rata trimestrale

20 agosto – seconda rata trimestrale

16 novembre – terza rata trimestrale

16 febbraio dell’anno successivo – quarta e ultima rata

Queste scadenze sono fisse e vanno rispettate anche se nel corso dell’anno non hai ancora emesso fatture o incassato somme. Il versamento è dovuto per il solo fatto di essere iscritti alla gestione artigiani o commercianti INPS.

I contributi si pagano anche senza fatturato

Un aspetto fondamentale da ricordare è che i contributi fissi sono dovuti indipendentemente dal reddito. Anche se nell’anno non hai fatturato nulla o hai ottenuto incassi molto bassi, l’obbligo contributivo rimane.

Questo significa che nel primo anno di attività, quando magari i guadagni sono ancora limitati, dovrai comunque sostenere questa spesa. È un elemento da considerare attentamente prima di avviare la tua attività.

La riduzione del 35% per chi è in forfettario

Esiste però una buona notizia: se sei in regime forfettario, puoi richiedere una riduzione del 35% sui contributi INPS. Questo sconto si applica sia sui contributi fissi che su quelli variabili (calcolati oltre la soglia dei 18.415 euro).

Con la riduzione del 35%, l’importo annuale scende a:

2.877,58 euro per gli artigiani (anziché 4.427,04 euro)

2.935,03 euro per i commercianti (anziché 4.515,43 euro)

La richiesta va presentata al momento dell’apertura della partita IVA, entro 30 giorni dall’iscrizione INPS. Se hai già la partita IVA aperta, puoi fare domanda tra il 1° gennaio e il 28 febbraio di ogni anno. Attenzione: la riduzione può essere richiesta una sola volta. Se cambi regime fiscale o chiudi e riapri la partita IVA, non potrai più usufruirne.

Cosa succede se superi i 18.415 euro di reddito

I contributi fissi coprono un reddito imponibile fino a 18.415 euro. Superata questa soglia, dovrai versare contributi aggiuntivi calcolati sulla parte eccedente.

La percentuale è del 24% per gli artigiani e del 24,48% per i commercianti. Anche su questi contributi variabili si applica la riduzione del 35%, se l’hai richiesta.

Questi contributi aggiuntivi vengono versati tramite la dichiarazione dei redditi, con il sistema di saldo e acconto, insieme all’imposta sostitutiva.

Conoscere in anticipo l’importo dei contributi INPS fissi ti aiuta a gestire meglio la tua attività e a pianificare i costi. Se sei in regime forfettario, valuta sempre la possibilità di richiedere la riduzione del 35%: rappresenta un risparmio concreto e duraturo.

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