Riduzione contributi INPS del 35%: come funziona per artigiani e commercianti

Se hai una partita IVA in regime forfettario come artigiano o commerciante, puoi richiedere una riduzione del 35% sui contributi previdenziali INPS. Questa agevolazione rappresenta un vantaggio economico significativo e può alleggerire il carico fiscale annuale della tua attività. Vediamo insieme come funziona e cosa devi sapere per accedere a questo beneficio.

Chi può richiedere la riduzione del 35%

La riduzione contributiva è riservata esclusivamente a chi adotta il regime forfettario e risulta iscritto alla Gestione Artigiani o Commercianti INPS. Non tutti possono beneficiarne: l’agevolazione è destinata solo a chi apre una nuova partita IVA oppure a chi non ha mai fatto richiesta in passato.

È importante sapere che si tratta di un’opportunità unica: una volta richiesta e ottenuta, se in futuro cambi regime fiscale o chiudi la partita IVA, non potrai più accedere nuovamente a questa riduzione.

Come presentare la domanda

Per ottenere la riduzione del 35%, devi presentare la domanda all’INPS entro termini precisi. Se stai aprendo una nuova partita IVA, hai tempo 30 giorni dall’iscrizione alla gestione INPS per fare richiesta.

Se invece hai già una partita IVA attiva e vuoi richiedere per la prima volta questa agevolazione, dovrai presentare la domanda tra il 1° gennaio e il 28 febbraio di ogni anno. Rispettare questi termini è fondamentale per non perdere il beneficio.

Quanto si risparmia effettivamente

Il risparmio concreto è notevole. Per gli artigiani, i contributi fissi annuali passano da 4.427,04 euro a 2.877,58 euro. Per i commercianti, l’importo scende da 4.515,43 euro a 2.935,03 euro all’anno.

La riduzione si applica sia alla parte fissa dei contributi INPS, che va pagata in quattro rate trimestrali, sia all’eventuale parte eccedente, calcolata in percentuale sul reddito imponibile che supera la soglia minima di 18.415 euro.

Cosa considerare prima di scegliere

Prima di richiedere la riduzione del 35%, è bene valutare l’impatto sul lungo periodo. Se non raggiungi i minimi contributivi previsti perché i tuoi versamenti sono troppo bassi, l’INPS calcolerà solo 33,8 settimane invece delle 52 settimane annuali ai fini pensionistici.

Se invece i contributi versati, tra parte fissa e percentuale eccedente, superano comunque gli importi minimi obbligatori, ti verranno riconosciute tutte le 52 settimane per la pensione. Questo aspetto va considerato attentamente per pianificare al meglio la tua posizione previdenziale futura.

Scadenze per il pagamento dei contributi

I contributi fissi INPS vanno versati in quattro rate con scadenze precise: il 16 maggio, il 20 agosto, il 16 novembre e il 17 febbraio dell’anno successivo. Queste date sono fisse e valgono sia che tu abbia richiesto la riduzione del 35% sia che tu paghi l’importo pieno.

Ricorda che questi versamenti sono obbligatori anche se nel corso dell’anno non hai incassato nulla. Si tratta di contributi minimi che garantiscono la tua copertura previdenziale.

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