Acconti e saldi nel regime forfettario: come funzionano i pagamenti

Se hai una partita IVA in regime forfettario, devi sapere che il pagamento delle imposte e dei contributi non avviene solo per l’anno in corso. Esiste infatti un sistema di acconti e saldi che può sembrare complesso, ma che in realtà segue una logica precisa. Capire come funziona questo meccanismo ti aiuterà a pianificare meglio le tue uscite economiche e a evitare sorprese.

Cosa sono acconti e saldi

Nel regime forfettario, ogni anno devi versare due tipi di importi: il saldo per l’anno precedente e gli acconti per l’anno in corso. Il saldo rappresenta quanto effettivamente devi pagare in base agli incassi dell’anno concluso. Gli acconti, invece, sono anticipi calcolati sulla base dello storico, cioè considerando quanto hai versato l’anno prima.

Questo significa che dal secondo anno di attività in poi pagherai una somma maggiore rispetto al primo anno, perché dovrai versare sia il saldo dell’anno passato che gli acconti per quello corrente. Il sistema è pensato per distribuire il carico fiscale nel tempo e garantire allo Stato un flusso costante di entrate.

Come vengono calcolati gli acconti

Gli acconti si dividono in due rate e vengono calcolati diversamente a seconda che tu sia un professionista o un commerciante. Per i professionisti con gestione separata INPS, l’acconto dell’imposta sostitutiva è pari al 50% del totale dovuto l’anno precedente, mentre per i contributi è il 40%. Questi importi vanno versati in due momenti: una parte entro giugno e la seconda entro novembre.

Per artigiani e commercianti, il calcolo è simile ma riguarda anche i contributi eccedenti il minimale. Anche in questo caso, il 50% dell’imposta sostitutiva e dei contributi eccedenti vanno versati in due rate, sempre con scadenze a giugno e novembre.

Le scadenze da ricordare

La data più importante è il 30 giugno, quando devi versare il saldo dell’anno precedente e il primo acconto dell’anno in corso. Puoi scegliere di rateizzare questo importo fino a sei rate mensili, oppure pagare in un’unica soluzione. Entro il 1° dicembre, invece, devi versare il secondo acconto per l’anno corrente.

Ricorda che questi acconti sono sempre dovuti, a meno che tu non chiuda la partita IVA durante l’anno. Se non li paghi, andrai incontro a sanzioni e interessi di mora. L’unico modo per evitarli è utilizzare il metodo previsionale, cioè stimare un reddito inferiore per l’anno corrente, ma se sbagli la previsione dovrai comunque pagare le sanzioni.

Un esempio pratico

Supponiamo che tu abbia aperto la partita IVA a gennaio 2024 come professionista e abbia incassato 10.000 euro. Nel 2024 non pagherai nulla. Nel 2025, invece, dovrai versare sia il saldo per il 2024 (imposta sostitutiva e contributi) sia gli acconti per il 2025. Questo significa che nel secondo anno l’importo da versare sarà quasi il doppio rispetto a quanto avresti dovuto pagare solo per il 2024.

Se nel 2025 i tuoi incassi aumentano, nel 2026 pagherai la differenza tra quanto dovuto e quanto già versato come acconto. Il sistema di acconti quindi si adatta progressivamente ai tuoi incassi reali, ma con uno sfasamento temporale che richiede attenzione nella gestione della liquidità.

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