La Legge di Bilancio 2026 ha riaperto una misura che può essere molto utile per molte società:
l’assegnazione agevolata ai soci.

È una norma che consente di trasferire alcuni beni della società direttamente ai soci, pagando un’imposta ridotta rispetto alle regole ordinarie.

Nella pratica, queste operazioni riguardano molto spesso immobili, ma la norma non è limitata solo a quelli.


A quali beni si applica l’assegnazione agevolata

L’assegnazione agevolata può riguardare:

  • beni immobili

  • beni mobili registrati (come auto o imbarcazioni)

A una condizione fondamentale:
👉 il bene non deve essere utilizzato in modo strumentale per l’attività della società.


Perché nella pratica si parla quasi sempre di immobili

Nella realtà quotidiana:

  • molti beni mobili registrati sono usati per lavorare

  • i beni strumentali sono esclusi dall’agevolazione

  • gli immobili, invece, sono spesso intestati alla società senza essere operativi

Per questo motivo, quando si parla di assegnazione agevolata,
gli immobili sono il caso più frequente, anche se non sono l’unico possibile.


Che cos’è l’assegnazione agevolata (spiegata semplice)

Normalmente, quando una società assegna un bene a un socio, l’operazione è fortemente tassata.

Con l’assegnazione agevolata, invece:

  • non si applicano le imposte ordinarie sui redditi

  • si paga un’unica imposta sostitutiva

In sostanza, è un modo agevolato per far uscire il bene dalla società.


Chi può usare l’assegnazione agevolata nel 2026

Possono accedere:

  • SRL, SPA, SNC, SAS

  • società immobiliari

  • anche società in liquidazione

Restano escluse:

  • enti non commerciali

  • società estere senza stabile organizzazione in Italia


Attenzione ai soci

Il bene può essere assegnato solo ai soci che risultavano tali al 30 settembre 2025
(o che rientrano nei casi previsti dalla norma).

Questa regola serve a evitare operazioni create solo per sfruttare l’agevolazione.


Quali beni restano esclusi

Non possono beneficiare dell’assegnazione agevolata:

  • beni utilizzati direttamente per svolgere l’attività

  • immobili usati come sede operativa

  • beni indispensabili per lavorare (ad esempio taxi, autoscuole, noleggio)


Quante tasse si pagano

La tassazione è:

  • 8% sulla plusvalenza

  • 10,5% se la società è stata di comodo in almeno 2 degli ultimi 3 esercizi

In molti casi è possibile utilizzare il valore catastale, spesso più conveniente.

Se il valore del bene è inferiore al costo storico, non si paga imposta, ma l’operazione resta valida.


Scadenze

  • operazione entro 30 settembre 2026

  • imposta in due rate:

    • 60% entro 30 settembre 2026

    • 40% entro 30 novembre 2026


Quando conviene davvero

L’assegnazione agevolata è interessante soprattutto se:

  • la società non è più operativa

  • la società possiede immobili o beni non utilizzati

  • i soci vogliono semplificare la struttura

👉 Prima di decidere, è sempre meglio verificare se il bene rientra davvero nell’agevolazione.

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