La Legge di Bilancio 2026 prevede, oltre all’assegnazione, anche la cessione agevolata.
In questo caso la società vende il bene al socio, ma con una tassazione ridotta rispetto alle regole ordinarie.
Anche qui, nella pratica, i casi più frequenti riguardano immobili, ma la norma è più ampia.
A quali beni si applica la cessione agevolata
La cessione agevolata può riguardare:
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beni immobili
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beni mobili registrati non strumentali
Sono esclusi i beni utilizzati direttamente per l’attività.
Differenza tra assegnazione e cessione
La differenza è semplice:
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assegnazione → il bene passa al socio senza un vero prezzo
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cessione → il socio acquista il bene pagando un corrispettivo
La cessione è spesso scelta quando:
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serve un atto di compravendita
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è coinvolta una banca
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si preferisce formalizzare un acquisto
Tassazione prevista
La società paga:
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imposta sostitutiva 8% o 10,5%
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non si applicano le imposte ordinarie sulla plusvalenza
Attenzione:
il prezzo di vendita non può essere troppo basso.
Se è inferiore al valore catastale o normale, viene riallineato.
Un aspetto importante
A differenza dell’assegnazione:
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nella cessione eventuali perdite possono essere dedotte, se il prezzo è congruo
Questo può fare la differenza in alcuni casi.
Quando conviene la cessione
La cessione agevolata può essere preferibile se:
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il socio deve pagare un prezzo
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serve una compravendita “classica”
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l’assegnazione non è possibile
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c’è una minusvalenza
👉 Ogni situazione è diversa. Prima di scegliere, conviene fare un confronto numerico.
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