La Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025) ha reintrodotto l’iper-ammortamento, un’agevolazione fiscale pensata per aiutare le Imprese che investono in specifici beni tecnologici individuati nelle Tabelle IV e V della Legge di Bilancio 2026, interconnessi ai sistemi aziendali, nonché in impianti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili.
👉 In parole semplici: se un’impresa acquista determinati beni, può dedurre dalle tasse molto più di quanto ha effettivamente speso, pagando così meno imposte negli anni.
In questo articolo spieghiamo come funziona l’iper-ammortamento, quali vantaggi concreti offre e a chi spetta, usando un linguaggio chiaro e senza dare nulla per scontato.
Come funziona l’iper-ammortamento previsto dalla Legge di Bilancio 2026
L’iper-ammortamento permette di aumentare fiscalmente il costo di acquisto di alcuni beni strumentali.
Questo aumento:
- non cambia il bilancio civilistico;
- serve solo a pagare meno IRPEF o IRES;
- si applica in dichiarazione dei redditi, come deduzione fiscale.
In pratica, ogni anno l’impresa porta in deduzione una quota più alta rispetto al costo reale del bene.
⚠️ Importante:
- l’iper-ammortamento non vale per l’IRAP;
- conta l’ammortamento fiscale, non quello civilistico.
Qual è il beneficio concreto
Il vantaggio è una riduzione importante delle imposte nel tempo.
La Legge di Bilancio 2026 prevede queste maggiorazioni del costo:
- fino a 2,5 milioni di euro → maggiorazione 180%;
- oltre 2,5 milioni e fino a 10 milioni → maggiorazione 100%;
- oltre 10 milioni e fino a 20 milioni → maggiorazione 50%.
Questo significa che, a fronte di un investimento reale, l’impresa può dedurre molto di più ai fini fiscali.
Se l’investimento è fatto in leasing, il beneficio si calcola sul costo sostenuto dal locatore, ma resta utilizzabile dall’impresa.
Se la deduzione genera una perdita fiscale, questa può essere utilizzata negli anni successivi secondo le regole ordinarie del TUIR.
Esempio pratico
Una S.r.l. nel 2026 investe 2 milioni di euro in un bene agevolabile.
Con la maggiorazione del 180%, nel corso degli anni potrà dedurre fiscalmente 3,6 milioni di euro, pur avendo sostenuto un costo reale di 2 milioni.
👉 Effetto finale: meno IRES da pagare negli anni di ammortamento.
A chi spetta l’iper-ammortamento
Possono utilizzare l’iper-ammortamento i titolari di reddito d’impresa, senza distinzioni di:
- forma giuridica;
- settore;
- dimensione;
- regime contabile.
Condizione essenziale: i beni devono essere destinati a strutture produttive situate in Italia.
Inoltre, l’impresa deve:
- rispettare le norme sulla sicurezza sul lavoro;
- essere in regola con il pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali.
Chi non può utilizzare l’agevolazione
L’iper-ammortamento non spetta:
- ai lavoratori autonomi;
- ai contribuenti in regime forfetario;
- alle imprese agricole che determinano il reddito su base catastale;
- alle imprese in liquidazione o soggette a procedure concorsuali senza continuità aziendale;
- alle imprese colpite da sanzioni interdittive ai sensi del D.Lgs. 231/2001.
Quali investimenti sono agevolabili
Sono ammessi all’iper-ammortamento gli investimenti:
- effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028;
- senza possibilità di prenotazione (vale la data di effettiva acquisizione);
- in beni nuovi, materiali e immateriali;
- prodotti in Stati UE o SEE;
- interconnessi ai sistemi aziendali di gestione della produzione o della rete di fornitura.
Rientrano anche:
- impianti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, anche a distanza;
- sistemi di stoccaggio dell’energia prodotta.
Investimenti in leasing
L’iper-ammortamento vale anche per i beni acquisiti tramite leasing.
In questo caso:
- si considera la quota capitale dei canoni;
- la deduzione fiscale avviene tramite variazione in diminuzione in dichiarazione;
- il beneficio complessivo può risultare particolarmente rilevante.
Comunicazioni obbligatorie
Per poter utilizzare l’iper-ammortamento è necessario:
- inviare una comunicazione al GSE tramite apposita piattaforma;
- seguire le modalità e i termini che saranno definiti dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Senza questa comunicazione, il beneficio non è utilizzabile.
Cumulabilità con altre agevolazioni
L’iper-ammortamento è cumulabile con altre agevolazioni nazionali o europee, purché:
- non riguardino le stesse quote di costo;
- non venga superato il costo totale dell’investimento.
Non è cumulabile con il credito d’imposta Industria 4.0 relativo agli investimenti effettuati o prenotati entro il 2025.
Attenzione alla cessione o sostituzione dei beni
Il beneficio si perde se:
- il bene agevolato viene ceduto durante il periodo di utilizzo dell’agevolazione;
- il bene viene destinato a strutture produttive all’estero.
Il beneficio non decade se, nello stesso periodo d’imposta, il bene viene sostituito con un altro bene nuovo con caratteristiche tecnologiche analoghe o superiori.
Se il nuovo bene costa meno, il beneficio prosegue solo entro il limite del nuovo costo.
Effetti sugli acconti 2026
Nel calcolo degli acconti IRPEF o IRES 2026, l’imposta di riferimento deve essere calcolata come se l’iper-ammortamento non fosse applicato.
Conclusione
L’iper-ammortamento previsto dalla Legge di Bilancio 2026 è uno strumento molto potente per le imprese che investono in tecnologia ed energia, ma va gestito con attenzione.
Se stai valutando un investimento e vuoi capire se rientra nell’agevolazione e quanto puoi risparmiare, scrivici: ti aiutiamo a fare una valutazione chiara e concreta.
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